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Emanuela Monti: Memorie di un’avventuriera

L’esperta scrittrice Emanuela Monti ci presenta il suo ultimo romanzo, incentrato sulla vita di uno dei personaggi femminili più intriganti della storia: Aphra Behn.

Chi è Emanuela?

Sono nata a Montecatini Terme e sono cresciuta in un paese alle pendici delle colline leonardesche del Montalbano. Finito il liceo mi sono trasferita a Firenze, dove ho studiato Lingue e letterarure straniere e ho iniziato a lavorare come redattrice specializzata in lessicografia. Mi sono occupata di scolastica e di saggistica per le maggiori case editrici, ma in privato ho coltivato fin dall’infanzia la passione per la letteratura.

Dal 1992 al 2018 ho vissuto a Milano. Dopo la nascita di mio figlio ho affiancato all’attività editoriale l’insegnamento dell’inglese nelle scuole superiori. Nel 2004 mi sono classificata prima al Concorso della Scuola di scrittura del Teatro Litta di Milano con il racconto La quiete dopo la tempesta; altri racconti sono usciti nel corso degli anni su varie riviste, blog e siti web, come Nazione Indiana. Nel 2008 ho pubblicato il romanzo Cronaca di un mancato Grand Tour (Giraldi), successivamente inserito nel programma “Le strade della narrazione” della WEB TV del Sole 24 Ore. Nel 2013 ho pubblicato il noir I segnati (Giraldi) e nel 2018 ho vinto il premio Città di Castello per la poesia con la silloge L’anima alla macchia. Nello stesso anno sono rientrata in Toscana e ho vissuto un periodo nel Chianti. Nel 2019 sono tornata a Firenze e ho pubblicato la raccolta poetica L’anima alla macchia (LuoghiInteriori). Nel marzo 2022 è uscito il romanzo Memorie di un’avventuriera con l’editore Il ramo e la foglia. Infine, curo la rubrica letteraria «Di parola in parola», che ho ideato nel 2017, sul blog «Culturificio». La rubrica ha ospitato alcuni tra i più notevoli scrittori contemporanei.

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Ci dai qualche dettaglio in più sulla trama di Memorie di un’avventuriera?

Memorie di un’avventuriera racconta la storia della prima donna scrittrice di professione della letteratura inglese, Aphra Behn, che ebbe una vita estremamente ricca e intensa. Viaggiò in Surinam, fu spia al servizio della corona inglese nelle Fiandre, fu arrestata due volte, fu una libertina e un’amante appassionata, divenne una drammaturga di successo; quando la sua fortuna declinò scrisse alcuni dei primi novel della storia della letteratura inglese, anticipando il romanzo borghese.

A tutti questi eventi fanno da sfondo la turbolenta Inghilterra del Seicento, con la guerra civile e la rivoluzione puritana, il regicidio di Carlo I Stuart, la dittatura di Cromwell, la Restaurazione, la Grande peste di Londra, il Grande incendio di Londra, la Gloriosa rivoluzione, e il mondo delle colonie americane. La storia è narrata soprattutto sotto forma di memoire in prima persona e attraverso una serie di lettere e pagine di diario. Inizia con un flashforward nel carcere di Newgate, poi la trama riprende l’ordine cronologico, per concludersi con un coup de théatre nell’ultimo capitolo.

Descrivi il libro con tre aggettivi.

Fluido, coinvolgente, accurato.

Una scena del libro che ti piace particolarmente?

La scena in cui Aphra si ribella al padre che le propone di diventare l’amante ufficiale di Lord Strangford e risponde con alcune battute lapidarie che ben descrivono il suo spirito libero e la sua riluttanza a adeguarsi alle convenzioni e a scelte di convenienza.

Presentaci un tratto particolare di Aphra Behn.

Aphra è una donna coraggiosa e combattiva e al contempo irrimediabilmente onesta, che non gioca mai sporco o che, se è costretta a farlo, lo ammette senza farsi sconti, senza tentare di mistificare o di autoassolversi. È coraggiosa non solo negli atti che compie ma anche nella lucidità con cui guarda alla realtà.

Cosa ti ha spinto a scrivere un romanzo attorno alla sua vita?

La passione. Per questo personaggio ho provato infinito amore sororale fin da quando l’ho scoperto, ovvero al tempo dei miei studi universitari, in quanto le opere di Aphra Behn furono oggetto della mia tesi di laurea.

Cosa non sappiamo della vita delle prime scrittrici?

Sarebbe forse meglio dire che cosa sappiamo, perché le loro storie si perdono nella nebbia del tempo. L’interesse verso questi personaggi è stato minimo, di carattere quasi esclusivamente accademico e spesso con un approccio preconcetto. Basti pensare che la stessa Aphra Behn, che fu riscoperta e celebrata da Virginia Woolf e Vita Sackville West, in Italia è praticamente sconosciuta.

Perché (e a chi) consiglieresti Memorie di un’avventuriera?

Lo consiglierei innanzitutto a chi ama la storia, perché attraverso la vita di Aphra Behn si raccontano gli eventi principali del Seicento inglese e non solo. Inoltre, lo consiglierei a chi è interessato a tematiche femminili, perché Aphra Behn fu un modello di emancipazione in un’epoca in cui le donne erano completamente subordinate al maschilismo imperante e nel romanzo la drammatica condizione della donna emerge con chiarezza. Credo che questo libro potrebbe essere molto utile come lettura per gli studenti delle scuole superiori, sia delle ragazze sia dei ragazzi.

Raccontaci un po’ del tuo rapporto con il romanzo storico, sia come lettrice che come autrice.

Il romanzo storico mi è sempre piaciuto, perché amo molto la storia. Il primo romanzo storico che ho letto è stato senz’altro l’opera spesso demonizzata di Manzoni e nonostante abbia una visione del mondo lontana da questo autore I Promessi sposi mi piacquero molto. Altri classici del genere che ho molto apprezzato in gioventù sono Ivanhoe e La lettera scarlatta. Come autrice Memorie di un’avventuriera è la prima e unica opera del genere in cui mi sia cimentata fino a questo momento.

Quali sono le difficoltà nello scrivere un romanzo storico?

La prima difficoltà è rappresentata dal rapporto con le fonti, soprattutto la necessità di trovare il giusto equilibrio tra invenzione e verità documentata. In un romanzo storico che si rispetti tutta la narrazione deve essere filtrata attraverso il setaccio della storia, senza però lasciare che i fatti autentici prevalgano e riducano il racconto a una sterile elencazione di eventi. L’altro problema riguarda lo stile, in quanto il linguaggio deve essere adeguato al tempo della storia narrata e quindi rivestito di una patina «anticata», capace di trasportare il lettore indietro nel tempo, alla specifica epoca del racconto.

Puoi dare qualche consiglio a chi vorrebbe cimentarsi in questo genere letterario?

Leggere il più possibile sul periodo storico in cui si vuole ambientare il romanzo, soprattutto testi da cui emerga la vita quotidiana, prima di iniziare a scrivere; inoltre, durante la stesura, tenere sempre presenti i principi della verosimiglianza e della prospettiva storica.

Qual è l’ultimo romanzo storico che ti è piaciuto particolarmente e perché?

Augustus di John Williams, perché è una ricostruzione avvincente della Roma classica e un’analisi straordinaria dei meccanismi che governano il potere

Augustus
  • Williams, John Edward (Autore)

C’è un altro periodo storico in cui ti piacerebbe ambientare un romanzo?

Ce ne sono moltissimi, perché più o meno tutte le epoche storiche, per motivi differenti e tutti validi, mi intrigano. Tuttavia, mi piacerebbe in particolare scrivere un romanzo ambientato nell’Italia del Rinascimento.

Quali progetti letterari hai per il futuro?

Ho un progetto, ancora piuttosto vago, ma anche estremamente «challenging», su un personaggio vissuto a Firenze nel Rinascimento.

4 Comments

  • Roberto Maggiani
    Posted 24/06/2022 at 18:18

    Grazie.

  • Giovanna Santagati
    Posted 28/06/2022 at 00:07

    Ho letto il libro subito dopo la pubblicazione, attratta proprio dal titolo che lasciava presagire il contenuto e, poi, incuriosita dalle poche notizie sull’autrice (che non conoscevo, pur essendo grande lettrice ed anche scrittrice)…il caso vuole che io abbia vissuto vissuto a Pistoia fino al 1975, mi sono laureata in letterature straniere a Firenze ed ho attualmente un fratello che vive a Montecatini con una dottoressa che porta lo stesso cognome della scrittrice… insomma, un’attrazione irresistibile… Ho avuto il giusto intuito. Il romanzo mi è piaciuto moltissimo, ne ho assaporato il linguaggio, forbito, adeguato, scorrevole; ho apprezzato l’abilità dell’autrice di rendere contemporanea nell’essenza di donna la protagonista, che non può non catturare e suscitare simpatia. L’aspetto storico è molto ben contestualizzato nel racconto della vita di Aphra, per cui non appesantisce la narrazione. Un libro che rileggerò e che ho il piacere di consigliare.

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