Altai

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Venezia, 1569. Un boato scuote la notte, il cielo è rosso e grava sulla laguna: è l’Arsenale che va a fuoco, si apre la caccia al colpevole. Un agente della Serenissima fugge verso oriente, smarrito. Costantinopoli sarà l’approdo. Sulla vetta della potenza ottomana conoscerà Giuseppe Nasi, nemico e spauracchio d’Europa, potente giudeo che dal Bosforo lancia una sfida al mondo e a due millenni di oppressione. Intanto, ai confini dell’impero, un altro uomo si mette in viaggio, per l’ultimo appuntamento con la Storia.

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Descrizione

Venezia, 1569. Un boato scuote la notte, il cielo è rosso e grava sulla laguna: è l’Arsenale che va a fuoco, si apre la caccia al colpevole. Un agente della Serenissima fugge verso oriente, smarrito. Costantinopoli sarà l’approdo. Sulla vetta della potenza ottomana conoscerà Giuseppe Nasi, nemico e spauracchio d’Europa, potente giudeo che dal Bosforo lancia una sfida al mondo e a due millenni di oppressione. Intanto, ai confini dell’impero, un altro uomo si mette in viaggio, per l’ultimo appuntamento con la Storia.

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Autore

1 recensione per Altai

  1. Migliori Romanzi Storici

    Con buona pace dei fan di Q, il nuovo libro del comitato bolognese Wu Ming che aveva firmato la prima opera con lo pseudonimo collettivo di Luther Blissett, Altai non è un sequel del primo successo degli autori.
    Alcuni collegamenti tra le due opere danno un continuum a Q, ma non sono fondamentali per comprendere il nuovo libro, un romanzo storico a sé. Rispetto al primo ben riuscito esperimento letterario, Altai denota una più attenta ricerca storica. È proprio tra le pieghe delle fonti storiche che prende vita un racconto in cui il protagonista narrante, un personaggio di fantasia, interagisce alla pari con uomini e donne veramente esistiti.
    Il romanzo prende vita dal grande incendio dell’Arsenale di Venezia del 1569 e si sviluppa lungo l’Adriatico e i Balcani fino ad approdare a Costantinopoli. È qui che il protagonista inizia una rinascita psicologica e religiosa, riscoprendo radici culturali che aveva volontariamente accatastato in un angolo remoto della sua esistenza.
    Altro grande personaggio del libro è Giuseppe Nasi, favorito del Sultano che cerca di usare la sua influenza e ricchezza per un unico scopo: dotare il popolo ebraico di una propria terra, sia essa Tiberiade o Cipro. Inizialmente guidato nello spirito dalla zia Gracia Nasi, alla morte di quest’ultima sparisce anche ogni rispetto per il genere femminile, visto erroneamente da Nasi come semplice suppellettile della sua vita.
    Alla veridicità storica dei personaggi si aggiunge una smaniosa ricerca degli eventi di quel periodo, raccontati con elegante precisione come nel caso dell’assedio di Famagosta o della Battaglia di Lepanto che fa da ultimo grande evento di chiusura di Altai.
    Romanzo da leggere per chiunque ami il periodo di splendore della Serenissima e di Costantinopoli, due entità nemiche-ma-non-troppo che per decenni si sono date battaglia, militare ma soprattutto commerciale, nel Mediterraneo orientale.
    Un libro da leggere tutto d’un fiato, immedesimandosi nelle peripezie di Manuel attraverso i meandri della diplomazia del XVI secolo.

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