La svastica sul sole

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Le forze dell’Asse hanno vinto la Seconda guerra mondiale e l’America è divisa in due parti, l’una asservita al Reich, l’altra ai Giapponesi. Sul resto del mondo incombe una realtà da incubo: il credo della superiorità razziale ariana è dilagato a tal punto da togliere ogni volontà o possibilità di riscatto. L’Africa è ridotta a un deserto, vittima di una soluzione radicale di sterminio, mentre in Europa l’Italia ha preso le briciole e i nazisti dalle loro rampe di lancio si preparano a inviare razzi su Marte e bombe atomiche sul Giappone. Sulla costa occidentale degli Stati Uniti, i Giapponesi sono ossessionati dagli oggetti del folclore e dalla cultura americana, e tutto sembra ruotare intorno a due libri: il millenario I Ching, l’oracolo della saggezza cinese, e il best-seller del momento, vietato in tutti i paesi del Reich, un testo secondo il quale l’Asse sarebbe stato in realtà sconfitto dagli Alleati. La svastica sul sole racconta la Storia e le sue possibilità, la realtà e le riscritture, lo scontro culturale tra Oriente e Occidente, l’invasione della spiritualità nella vita quotidiana, il dramma morale di chi deve sopravvivere in un regime di sottomissione. Scritto nel 1961, è uno dei capolavori di Philip K. Dick, vincitore nel 1963 del Premio Hugo.

Descrizione

Le forze dell’Asse hanno vinto la Seconda guerra mondiale e l’America è divisa in due parti, l’una asservita al Reich, l’altra ai Giapponesi. Sul resto del mondo incombe una realtà da incubo: il credo della superiorità razziale ariana è dilagato a tal punto da togliere ogni volontà o possibilità di riscatto. L’Africa è ridotta a un deserto, vittima di una soluzione radicale di sterminio, mentre in Europa l’Italia ha preso le briciole e i nazisti dalle loro rampe di lancio si preparano a inviare razzi su Marte e bombe atomiche sul Giappone. Sulla costa occidentale degli Stati Uniti, i Giapponesi sono ossessionati dagli oggetti del folclore e dalla cultura americana, e tutto sembra ruotare intorno a due libri: il millenario I Ching, l’oracolo della saggezza cinese, e il best-seller del momento, vietato in tutti i paesi del Reich, un testo secondo il quale l’Asse sarebbe stato in realtà sconfitto dagli Alleati. La svastica sul sole racconta la Storia e le sue possibilità, la realtà e le riscritture, lo scontro culturale tra Oriente e Occidente, l’invasione della spiritualità nella vita quotidiana, il dramma morale di chi deve sopravvivere in un regime di sottomissione. Scritto nel 1961, è uno dei capolavori di Philip K. Dick, vincitore nel 1963 del Premio Hugo.

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1 recensione per La svastica sul sole

  1. Migliori Romanzi Storici

    Un classico del romanzo ucronico

    La Svastica sul Sole, uscito nel 1962 e ora edito da Fanucci Editore, è uno degli esempi più classici di un genere di nicchia, il romanzo ucronico, in cui si immagina uno sviluppo storico differente rispetto alla realtà.
    Nel caso specifico ci troviamo nel 1962 e la seconda guerra mondiale è finita con la vittoria dell’Asse. Dopo quindici anni dalla fine del conflitto, il Giappone controlla Asia e Oceania, mentre la Germania domina insieme all’ininfluente Italia in Europa, Medio Oriente e Africa. Gli Stati Uniti sono divisi in tre zone: a occidente governano i nipponici, a est i nazisti, mentre gli Stati delle Montagne Rocciose al centro sono una zona più autonoma ma senza alcuna influenza politica.
    L’autore Philip K. Dick, che ottenne successo solo dopo la sua morte nel 1982 grazie alla trasposizione cinematografica di un’altra sua opera, Blade Runner, non si sofferma troppo sulla situazione storica, dandone solo fuggevoli cenni durante il racconto.
    Il vero centro del romanzo sono le vite separate dei protagonisti che si incontrano in continuazione negli Stati Uniti senza mai farlo pienamente.
    C’è il timido venditore di armi americano che ammira alcuni aspetti della cultura giapponese; il funzionario nipponico che fa dell’onestà una caratteristica imprescindibile; il freddo agente dell’intelligence tedesca; la bella e accattivante insegnante di judo; lo sfortunato creatore di gioielli. A loro si aggiungono a fare da cornice altri comparse di ogni nazionalità.
    Tramite le loro storie e, soprattutto, le loro digressioni mentali, escono tematiche care a Dick, come l’alienazione dell’uomo nella società e le problematiche legate alle differenze culturali. In particolare, si nota un rigetto per tutto ciò che origina dal nazismo, mentre è svelato un certo fascino verso la cultura orientale.
    L’opera è fondata su due libri: ”I Ching”, che riprende il fatalismo asiatico e “La cavalletta non si alzerà più” un libro ucronico nell’ucronia. Quest’ultimo ipotizza un futuro in cui le forze dell’Asse hanno perso la guerra e proprio per questo è vietato nel Reich, noto nemico della letteratura.
    La Svastica sul Sole non va letto come un testo fortemente incentrato sulla storia alternativa, ma come un’introspezione nella società post-conflitto mondiale attraverso dei normali personaggi, con maestria trasposti in un mondo ucronico. Nonostante ciò, alcune ricostruzioni storiche sui personaggi che hanno segnato veramente il periodo della guerra sono intelligentemente documentate. Ne sono un esempio le schede dei gerarchi nazisti, in cui finzione e realtà storica si mischiano con acume.
    Un libro adatto a chi ama il genere ucronico, ma soprattutto al lettore attratto dalla psicologia interiore dei personaggi.
    Il romanzo ha un buon ritmo nonostante i lunghi periodi di analisi interiore dei personaggi. La tecnica di far scoprire i personaggi poco alla volta senza nessuna introduzione è un rischio stilistico che Dick supera abilmente, disegnandoceli sempre meglio con ogni dettaglio messo lì quasi per caso durante il racconto.
    La Svastica sul Sole sembra mancare di un finale vero e proprio, anche se le storie della maggior parte dei personaggi arriva effettivamente a un termine. Philip K. Dick voleva scrivere un sequel del libro, ma non arrivò mai a farlo ufficialmente nonostante alcuni tentativi.

    Dal libro è tratta una serie di successo su Amazon Prime chiamata con il suo titolo originale in inglese, The Man in the High Castle.

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