Otel Bruni

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9,50

I Bruni – Callisto, la Clerice, i loro figli, sette maschi e due femmine – e il loro regno: la cascina nella pianura emiliana, i campi coltivati con fatica, e la grande stalla, albergo e luogo in cui ci si riunisce per celebrare il rito della veglia nelle lunghe notti d’inverno, ascoltando le storie meravigliose di una tradizione millenaria. Come quella della capra d’oro, idolo demoniaco la cui apparizione è presagio di orribili sciagure… Da questo mondo antico, fatto di valori elementari ma fortissimi, di leggende ancestrali, di fatica immensa ma anche di certezze come il cibo, la casa, la solidarietà, tutti e sette i maschi dei Bruni partiranno per la Prima guerra, e la famiglia dovrà affrontare i lutti, il nuovo regime, un altro terribile conflitto e ancora la guerra civile, con le distruzioni e i cambiamenti che portano con sé. Con gli occhi di Floti, Gaetano, Armando, delle loro donne, dei loro fratelli, animi generosi e intelligenti, attraverso le vite dei Bruni, compiremo un viaggio straordinario che va dall’aia di casa fino a Bologna, dall’Africa alla Russia, dal 1914 al ’49, dall’inconsapevolezza alla capacità di lottare per i diritti dei più deboli, per una giustizia in cui credere fino all’ultimo. Fino a quando la solitudine, il fuoco, la storia non avranno compiuto il loro corso…

Descrizione

I Bruni – Callisto, la Clerice, i loro figli, sette maschi e due femmine – e il loro regno: la cascina nella pianura emiliana, i campi coltivati con fatica, e la grande stalla, albergo e luogo in cui ci si riunisce per celebrare il rito della veglia nelle lunghe notti d’inverno, ascoltando le storie meravigliose di una tradizione millenaria. Come quella della capra d’oro, idolo demoniaco la cui apparizione è presagio di orribili sciagure… Da questo mondo antico, fatto di valori elementari ma fortissimi, di leggende ancestrali, di fatica immensa ma anche di certezze come il cibo, la casa, la solidarietà, tutti e sette i maschi dei Bruni partiranno per la Prima guerra, e la famiglia dovrà affrontare i lutti, il nuovo regime, un altro terribile conflitto e ancora la guerra civile, con le distruzioni e i cambiamenti che portano con sé. Con gli occhi di Floti, Gaetano, Armando, delle loro donne, dei loro fratelli, animi generosi e intelligenti, attraverso le vite dei Bruni, compiremo un viaggio straordinario che va dall’aia di casa fino a Bologna, dall’Africa alla Russia, dal 1914 al ’49, dall’inconsapevolezza alla capacità di lottare per i diritti dei più deboli, per una giustizia in cui credere fino all’ultimo. Fino a quando la solitudine, il fuoco, la storia non avranno compiuto il loro corso…

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Autore

1 recensione per Otel Bruni

  1. Migliori Romanzi Storici

    Valerio Massimo Manfredi non necessita certo di introduzione. Archeologo e professore, è diventato famoso al grande pubblico grazie ai suoi romanzi storici ambientati nell’antichità.
    Questa volta cambia completamente era e si lancia nella complicata prima metà del XIX secolo, dove sconvolgimenti sociali e politici non perdonano nessun errore agli scrittori.
    Otel Bruni è la storia di una famiglia, i Bruni appunto e il villaggio dove vivono. Manfredi li accompagna dalla prima guerra mondiale alla fine della seconda, in un racconto che cerca di assomigliare a una grande saga familiare. Il desiderio dell’autore non è però soddisfatto dai risultati. Certo, Callisto, la Clerice e i loro nove figli sono una famiglia e anche numerosa. Eppure non si ha mai l’impressione di essere davanti a una famiglia. Non parlo dei diverbi che avvengono, sacrosanti e cercati dall’autore per descrivere le rivalità e divisioni dei Bruni.
    Parlo del fatto che non c’è unità nella storia, sono molti gli episodi che sembrano messi lì per caso. Alcuni fatti sono anche descritti in maniera frettolosa e superficiale, come se fossero stati inseriti nel testo giusto per introdurre il prossimo avvenimento, ma senza seguire bene quello precedente.
    La saga familiare perde troppi pezzi: alcuni dei fratelli spariscono per centinaia di pagine per poi ritornare irrazionalmente in gioco. Altri non sono proprio mai della partita e potrebbero essere protagonisti di una puntata di Chi l’ha visto?.
    La personalità più importante della famiglia sembra essere Floti, che piano piano si appropria del palcoscenico e ne diventa la luce, fino a quando Manfredi non lo rimanda nell’anonimato, quasi avesse paura di avere una primadonna nel suo manoscritto.
    L’aspetto più problematico per l’autore è stato quello di intrecciare con ritmo e buon senso le storie dei vari co-protagonisti, senza mai riuscire a sembrare non-forzato.
    Il racconto delle due guerre è lo specchio di questo libro: la prima si concentra solo sulle vicende di alcuni dei fratelli, come se gli altri non avessero partecipato allo sforzo bellico o civile; la seconda manca di introduzione ed è affrontata di fretta e grossolanamente.
    Manfredi si è lanciato in un’avventura che avrebbe potuto diventare colossale e un “kolossal”, ma sembra quasi che abbia avuto fretta di finirla per mancanza di idee. È un peccato, perché l’autore ci ha abituato a ben altre capacità nell’affrontare le sfide storiche e letterarie.
    Rimane gradevole l’ambientazione sociale, esperimento ben riuscito in cui il tema dell’ospitalità contadina riesce a rimanere sempre vivo nelle pagine del libro. Un romanzo senza dubbio da leggere per chi ha memorie proprie o riportate di quel periodo e di quei luoghi.
    Non vedo l’ora di leggere un nuovo libro del maestro Manfredi, ambientato nei periodi storici che più gli competono e di cui è uno dei massimi esperti italiani: un nuovo Il Tiranno, per esempio.

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